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Una visita geologica nel quartiere San Paolo con i ragazzi di Roma Tre

Gli studenti di Geologia dell'università di Roma Tre organizzano uscite pubbliche per chi è curioso di conoscere la storia di Roma attraverso le rocce e i materiali che ci circondano.

Basilica di San Paolo
Basilica di San Paolo

Roma - Ho sempre provato interesse per lo studio in quanto tale, un atteggiamento che mi ha permesso di approfondire vari aspetti del sapere. Così in quanto ex insegnante di scienze naturali, ancora fresca dello studio sull'evoluzione geologica delle dolomiti, ho deciso di approfondire la materia e una mattina mi sono recata alla facoltà di geologia di Roma 3 dove ho conosciuto giovani ricercatori che hanno apprezzato la mia curiosità e mi hanno messo in condizioni di soddisfarla.
L'università è pubblica per fortuna, mi hanno detto, e ha la funzione anche di permettere l'accesso ai corsi in maniera gratuita alle persone che ne sentono la necessità. Quando poi ho ringraziato per quello che avevo appreso mi hanno risposto che la funzione dell'università è proprio quella di trasmettere conoscenza. Intanto a Bologna in questi giorni ha vinto l'istruzione pubblica nonostante la scarsa affluenza al referendum.

Ho partecipato quindi a due uscite con ragazzi delle scuole superiori, una al Colosseo e l'altra alla basilica di San Paolo per lo studio delle pietre ornamentali. Inoltre a una conferenza sul rischio sismico e sulla prevenzione in caso di sisma, la prossima uscita sarà a luglio a Rocca di Cava vicino Roma per studiare la scogliera emersa dal mare nel passato e le splendide collezioni di fossili così ritrovati.
Queste uscite hanno fatto sì che io mi guardassi intorno, attenta alle forme del suolo e alle rocce che affiorano qua e là.
Una mattina di marzo, eccoci davanti alla basilica di San Paolo. Fa molto freddo. Le ricercatrici sono pronte a farci la lezione generosamente dal vivo, a contatto visivo con gli argomenti, in modo pratico e sperimentale e non libresco.
Che tipo di suolo pensano i ragazzi si possa essere formato nel tempo? E così inizia la lezione coadiuvata dalla carta geologica di Roma. 200 milioni di anni fa esisteva un unico continente, Eurasia, separato da un continente africano da un oceano detto Tetide. Nelle acque calde e poco profonde, in prossimità della costa africana vivevano, aderenti sul fondo del mare, rigogliosissime colonie di coralli, alghe e atri organismi. Ne esistono testimonianze nei fossili. Si susseguono nella spiegazione vulcani, terremoti, l'azione erosiva e di deposito delle acque, il Tevere che ha modellato il suolo e il paesaggio.

Passiamo alla Basilica di San Paolo, che è a tutti gli effetti un laboratorio geologico. Ricostruita come è attualmente dopo un terremoto che l'ha distrutta nel passato, il materiale è stato ricavato dalle chiese paleocristiane ed è quello che i romani avevano fatto pervenire dalle colonie. La ricercatrice conosce bene la provenienza delle rocce. Si sofferma sulla descrizione del quadriportico con colonne di granito e la statua di San Paolo di marmo di Carrara. Travertino, graniti, sieniti, marmi di vario tipo, attenta sempre a stimolare la partecipazione dei ragazzi. Interessanti anche le colonnine di porfido del ciborio di Arnolfo di Cambio all'interno della chiesa.
Geologia, paleontologia, storia e storia dell'arte: un sapere che si compenetra e ci affascina. Quando la spiegazione si conclude ringraziamo contenti e decisi a portare avanti il percorso conoscitivo, con l'atteggiamento di curiosità e desiderio di conoscenza che ha caratterizzato questa esperienza.

argomenti: università / romatre
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