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Coronavirus Diary

Giorni di ordinaria follia. Giorni 41 e 42

amore
amore

In questi giorni l'amore ci ha allietato per diversi motivi che vi vado a raccontare

Giorno41. mercoledì

Penelope parla con Google, avevo già accennato di una sua propensione per la tecnologia ma non credevo arrivasse a tanto, almeno non alla sostituzione delle persone. La mattina noi facciamo sempre la prova del balcone per vedere se fa freddo o caldo, il padre invece chiede al telefono, cosa che io ci metto più tempo a impostare l’impostazione che ad uscire sul balcone quindi i nervi fioccano.. di mattina, con lo zaino, il ritardo, cronico, la merenda, la macchina lontano, noi dobbiamo stare ai comodi di google che se sente un rumore non ci capisce niente e bisogna ripetere tutto, a quel punto io sono uscita e tornata e mi sono pure presa il caffè con Costanza al nostro bar. Questo era per dire che l’altra mattina dico, mentre giro da una stanza all’altra, ma farà freddo?! E lei mi fa un minuto e te lo dico, google, che tempo fa? Oggi piove? Mamma lo deve sapere. Le ho detto ma che parli col telefono, no con google. Ah. Mi preoccupo un attimo prima di collegare che ha passato troppo tempo col padre, amore ma non devi essere così legata a questo cellulare, leggiamo un pò? abbiamo tanti libri. Si mamma guarda, google raccontami una favola. No, Penelope, quella è Alexa, ma a parte questo ricominciamo a dipingere eh? La fine della scuola e l’uso del pc per qualsiasi cosa non sta facendo bene a questi bimbi, anzi, ha sdoganato totalmente questi aggeggi in mano loro. Sono diventati il mezzo attraverso cui hanno dei contatti relazionali, grazie ai quali fanno la lezione di danza e continuano ad avere un rapporto con le maestre e con i compagni,  ci passano il tempo e ci fanno i compiti. Il colmo è stato quando ho sentito Penelope pronunciare queste due domande

Google ma tu hai una fidanzata e subito dopo, Google ma perché Dario mi ha lasciato. Direi che ripone nel signor Google molta fiducia se pensa possa rispondere non solo al tempo ma anche al cuore. Vi immaginate? Un google emozionale.

 

#giorno42.giovedì

(Aridanghete con Dario)

Penelope ha un bracciale che non si toglie da due mese.

Carino quel bracciale,

ehh me lo ha regalato Dario, eravamo fidanzati.

Ah, che bello, perché eravate?

Boh lui ora sta con altre bambine.

Eh, succede, ti dispiace.

Un pò.

Ne troverai un altro, anche se Dario è bellissimo.

No ma, non capisci,

no Pené come faccio se non mi spieghi,

avvicinati, noi ci siamo baciati,

ohh, allora è una cosa serissima.

Si e mi avrà lasciato per questo.

Ma perché?

Perché mi ha preso all’improvviso e io ho urlato e lui si è spaventato e si è messo a correre, insomma non ci sono riuscita.

Eh no Pené, già a sei anni il senso di colpa anche no, non fai religione, non vai dalle suore, qua si dice di tutto e già conosci i matrimoni di ogni genere, il senso di colpa no. Altrimenti a sedici anni paghiamo lo psicoterapeuta eddai su. Mo sempre colpa nostra deve essere, non te l’aspettavi, a te serve tempo pure per un abbraccio, figurati un bacio. Dario lo ha preso per un rifiuto, è bello come il sole e il bacio glielo avrà dato qualche altra bambina.

Ah

Hai tempo, tranquilla

Io però il bracciale me lo tengo

ma Dario ha fatto anche i biglietti a S. Valentino

ma quelli li ha fatti per tutti

il bracciale solo per me

Certe volte sembra una trentenne e nemmeno può avere ascoltato questi discorsi, è YouTube, credo siano i video che a differenza dei cartoni che vedevamo noi, sono video con ragazzi che vivono la vita reale: si truccano, fanno la differenziata, vanno a fare la spesa, con relative pubblicità indotte e non e che i bambini tendono a imitare. Il modello non è più lady oscar o la stella della senna, ma una ragazza come tante, il che è anche peggio, perchè raggiungibile. Da tutti i punti di vista.

 

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