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Giorni di ordinaria follia. Giorno 14

bambole nel letto
bambole nel letto

Penelope si inventa i giochi e parla con i protagonisti dei film e dei video, lo abbiamo detto, crede di poter cambiare il corso delle storie dando loro dei consigli, il più delle volte urlati. Ultimamente si è messa in testa di far sparire il Signor S dalle puntate dei me contro te e così gli ha scritto una lettera che abbiamo spedito con su scritto Sono Penelope. Ci si è impegnata, l'ha chiusa con lo scotch in una maniera disastrosa ma carina e ha usato un tono direi imperativo ecco per una bimbetta che ha paura di un video, quindi vorrei rispondere ma poi ho paura di innescare una roba che non finisce più. Questo lo abbiamo fatto ieri tra una cosa e un'altra. La sera io e Penelope ci tiriamo giù il divano e ci rilassiamo con varie serie tv molto forfamily tipo tuttipazziperamore o cose del genere e ci spacchiamo dalle risate. Solo che ieri sera alle seguenti parole non si può fare un figlio se non si è sposati, mi è preso un colpo, ho pensato ma questa, proprio questa, ho preso un attimo le distanze, è tradizionalista, bigotta e magari mo me dice pure in chiesa. Ho stoppato il film dove fino a prova contraria nessuno è sposato con nessuno ma è una famiglia allargata, e le dico e perchè amore? mamma e papà non sono mica sposati, chi te le dice queste cose, dove le senti (non fai nemmeno religione sottotilo mio), quasi nessuno delle persone che conosciamo veramente lo è, continuo io. Ma il punto non è questo, il punto è che incontrarai bambini che hanno genitori sposati, separati, conviventi ma non fa alcuna differenza. E' chiaro? si per quelli separati si, risponde lei, delle mie amiche stanno un pò di qua e un pò di là ma io dico che se non sei sposato non puoi fare figli. E a me vengono in mente dei pomeriggi passati in Calabria a discutere, inutilmente oserei dire, con certi parenti sulla religione e sulla filosofia, sul libero arbitrio e sulle convenzioni sociali.

Da quelle discussioni avevo preso le distanze ma con Penelope era diverso e così le faccio l'album mio e di Giancarlo e quello dei suoi primi anni e le dico che non serve assolutamente un drappo rosso in chiesa per essere felici o per fare una piccola Penelope, basta scegliersi e volerlo. il matrimonio non può assicurare assolutamente la felicità. In entrambi i casi ci si può lasciare  perchè non viviamo in una favola e non esistono nè principi nè principesse. E lei mi fa, questo lo avevo capito.

Insomma na pesantezza, si è convinta, si era messa in testa che voleva diventare mamma perchè voleva un bambino. Le ho suggerito di studiare e viaggiare e quindi prendi di nuovo gli album di cuba, venezuela, e altri viaggi. Quale marito, vai a vedere il mondo, conosci altre culture, immergiti in altri popoli e fermati dove ti senti a casa. Ma devo fare un lavoro costante, Penelope è casalinga, mi si accasa a sedici anni. Se c'è qualcosa di male? Non lo so, ognuno di noi ha una strada, lei troverà la sua. Però per me si, sbaglierebbe, ecco l'ho detto.

La notte noi facciamo questi discorsi e li facciamo insieme ad altre 5 bambole e un bambolotto, i suoi bambini. Le comprerò un cane se c'ha tutto questo amore da esternare che vi devo dire. Il padre? dorme tranquillo e sono quasi certa che abbia dei tappi per non sentirci. Quando gli racconto la nottata mi fa ma chissà che video si sarà vista, liquidata così. Noi non siamo solo diversi, siamo proprio agli antipodi. 

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