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Giorni di ordinaria follia. Giorno 12

disegni bimbi
disegni bimbi

La mia femminilità, almeno apparente è salva. Strisce trovate. Farei di tutto per una striscetta di cera sulla faccia, non poter essere a posto, avere dei peli superflui sul viso mi manda il cervello in tilt, sarei capace di rivolgermi al mercato nero o di pagarle il triplo. A Cuba per esempio, dove tutto costava due lire, io sono riuscita a pagare uno strappo 10dollari, ma ero felicissima di farlo, guardavo di nuovo gli altri in faccia senza la paura che gli altri notassero quello che io sapevo di avere: peletti neri e brutti. A barcellona mi sono infilata in un negozio con una che mi voleva portare sempre più dentro e ad un certo punto le ho detto ma ndo me porti oh? tranquilla tranquilla, mi sbatte su una sedia e prende un filo, stavo morendo, seppure frequento i centri estetici da una vita e una delle mie migliori amiche ne possiede uno, io il filo non lo avevo mai visto, quindi dico, no tesoro, ceretta, lei si si io capito calma tu. E avvicina il filo alla faccia, passata quindi la paura che potesse strozzarmi in un negozietto di un quartiere neanche troppo raccomandabile di Barcellona, subentra il terrore che possa sfregiarmi la faccia, ero leggermente in ansia. Ma sbagliavo, quella era la tecnica orientale della ceretta con il filo, veloce ed efficace che presto avrebbe conquistato anche le donne italiane. Insomma un piacevole problema. Risolto il quale ho passato la giornata con Penelope a fare e disfare la sua nuova camera che sarebbe il mio salone, siamo passati, mi fa notare Giancarlo, di nuovo ad avere due stanze. E' vero, ma stiamo più larghi e sono certa che Penelope da sola, prima o poi andrà a dormire in camera sua. I bimbi hanno i loro tempi e io e lei in salone abbiamo un tempo tutto nostro e bellissimo fatto di risate, confidenze, qualche litigate e abbracci che inizia quando tiriamo giù il divano Per oggi abbiamo deciso di fare le lettere in pasta di sale e pensavamo anche ad uno striscione per i 335 morti delle fosse ardeatine ma non possiedo un lenzuolo da strappare e non ho aiuti esterni e nemmeno interni, Giancarlo mi guarda e mi fa ma non ti fermi mai. Come se lo facessi per me, anche. Ho pensato che fare qualcosa con la pittura, stare in ginocchio a dipingere, impegnarsi, ballare Bella Ciao, ecco tutto questo, credo sia bello per Penelope invece che guardare Alvin che vive nella casetta figa con il padre super figo, e se poi va a letto più stanca e con in testa una Storia vera invece che finta tanto meglio.

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