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Volevamo tutto

In redazione è arrivata la lettera di Luciana, una ragazza degli anni ’60 che sognava di cambiare il mondo e che non ha mai smesso di sperare che potesse esserci un mondo migliore.

sessantotto
sessantotto

Gli anni ’60 furono anni di profondi cambiamenti, il più importante fu il boom economico. Nelle case iniziano ad entrare i primi elettrodomestici e in strada si vedono circolare più macchine. Sono gli anni in cui Don Milani inventa la scuola di Barbiana e Mary Quant la minigonna, i giovani si fanno crescere barba e capelli in segno di ribellione e il rock diviene la loro colonna sonora. Sono gli anni della libertà sessuale, della libertà di scelta e dell’emancipazione dalla famiglia a favore di scelte comunitarie. Si guardava con ammirazione alle rivoluzioni oltreoceano Il malcontento economico cresceva  dettato dal fatto che le élite non avevano accompagnato il boom economico con delle riforme capaci di superare le disuguaglianze economiche. E’ in questo contesto che nasce il sessantotto italiano. Un sessantotto  che vede studenti e operai manifestare insieme per una trasformazione radicale della società.

“Pensavamo di cambiare il mondo, volevamo tutto, in netta contrapposizione con la generazione precedente; pretendevamo una rivoluzione culturale.”

Fu un periodo fatto di ideologie e riforme istituzionali, musica e libertà raggiunte, di conquiste salariali e di fabbriche e università occupate.  

“Io ero una  studentessa universitaria, iscritta alla facoltà di chimica e avevo partecipato all'occupazione della città universitaria nella facoltà di ingegneria, occupazione seguita all'uccisione di Paolo Rossi da parte dei fascisti durante le elezioni degli organismi universitari.”

Erano anche gli anni degli amori nati in piazza, sotto una bandiera, in un’assemblea.

“Ad una manifestazione ho conosciuto un ragazzo, Armando tse tung perché filocinese, partecipava alle manifestazione con una bandiera rossa sulle spalle, era figlio di un partigiano che aveva partecipato alla guerra di Spagna e della sua compagna di origine francese conosciuta durante il suo esilio in Francia. Gli ho lasciato il numero di telefono e da allora per i successivi sette anni abbiamo condiviso tutto, vita privata e passione politica. Quando è esploso il '68 eravamo sempre in piazza e gridavamo “ce n'est qu'un début continuons le combat” partecipavamo a riunioni e manifestazioni e si mangiava pizza a poco prezzo tra una serata bohemien e una assemblea. Durante le manifestazioni capitava sovente di correre e a me succedeva spesso di perdere le scarpe. Aspettavo di recuperarle per poter tornare a casa."

Ma qualcosa nella società stava cambiando, complice il fermento di quegli anni, anche in Italia nascono gruppi, collettivi femministi in cui le donne parlano, si confrontano, dialogano, si riuniscono. Nasce il Manifesto femminista. Nuove richieste, nuove proposte, nuove consapevolezze. Innanzitutto l’autodeterminazione della donna dagli uomini Si mette in discussione la famiglia come modello convenzionale, si criticano i modelli patriarcali e la società. Le donne rivendicano un ruolo nella politica e nella società e chiedono la liberalizzazione sessuale, la liberalizzazione della contraccezione e l’aborto. La legge sull’aborto è datata 1978 

“Nel’73 io e Armando ci siamo sposati, ma qualcosa era cambiato nella società e anche nel nostro rapporto. Il matrimonio è durato poco. Ho preso coscienza e consapevolezza di me e sono diventata femminista, partecipavo alle riunioni in via del governo vecchio dove si parlava e si lavorava a maglia a e alle manifestazioni dove gridavamo le parole d’ordine che sono diventate le battaglie vinte degli anni 70; aborto, divorzio, libertà.”

Il ’68 cambiò radicalmente la società e i rapporti intergenerazionali. Gli anni 70 invece provarono a scrivere l’agenda politica di questo paese. Furono anni importanti e violenti ma noi non cerchiamo risposte, non facciamo domande, non diamo giudizi su una pagina con cui la storia non ha mai fatto i conti; le ferite sono ancora tutte aperte. Raccogliamo solo quello che ci consegna.

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