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Le donne del Ponte di Ferro

Dieci donne trucidate sul ponte dell'industria dai tedeschi per un pezzo di pane

Mirella Arcidiacono - Ponte di ferro
Mirella Arcidiacono - Ponte di ferro

Ostiense Chi sono le dieci donne uccise sul ponte di ferro il 7 aprile 1944 per un tozzo di pane, che vita e che storia avevano avuto fino ad allora Clorinda falsetti, Italia ferracci, Esperia Pellegrini, Elvira Ferrante, Eulalia Fiorentino, Elettra Maria Giardini, Concetta Piazza, Assunta Maria Pizzi, Arialda Pistoiesi, Silvia Loggreolo? Sappiamo poco di loro, grazie alla ricerca di Cesare De Simone ci sono pervenuti i nomi ma non le loro storie, le loro biografie, i loro volti.  Conosciamo però il contesto storico in cui avvenne la strage. L'Italia all’indomani dell’armistizio dell’8 settembre del 43 era in ginocchio, invasa dall’occupazione tedesca. Furono mesi di paura e privazioni, sofferenza e fame, ma anche di grandi speranze. A Roma la situazione economica tendeva a peggiorare, i prezzi erano alle stelle e le difficoltà nei trasporti, la speculazione e il contrabbando avevano la meglio. Fu però in seguito all’attentato di via Rasella che esplose una vera e propria emergenza alimentare. Il generale Maezler diede infatti l’ordine di ridurre la razione di pane ai romani, dai 150 grammi a 100. Le donne romane esasperate si organizzano, si ribellano, lanciano il passaparola, si ritrovano in strada  per dare l’assalto ai forni, riempire grembiuli di pane e farina. “Il confine tra legalità e illegalità, tra protesta antifascista e la necessità di dare soddisfazione ai bisogni più elementari, si faceva sempre più esile”, scrive Miriam Mafai in Pane nero. Il 7 aprile del 1944 decine di persone si trovano di fronte al forno Tesei, sull’Ostiense, i cancelli furono abbattuti, il forno saccheggiato ma questa volta qualcuno chiamò la polizia tedesca che arrivò mentre le donne erano ancora lì con i grembiuli pieni. Ne catturarono dieci che furono fucilate sul ponte dell’industria, ponte di ferro per i romani e le lasciarono lì tra la farina e il pane rubato

Ci hanno insegnato la meraviglia verso la gente che ruba il pane ora sappiamo che è un delitto il non rubare quando si ha fameFabrizio De André
L’associazione “il tempo ritrovato” impegnata da tanti anni in una ricerca tutta al femminile, dopo aver rintracciato  l’unico testimone dell’eccidio sino ad oggi, è sempre più convinta che sia giusto scrivere la storia di quelle dieci vite e per questo ha deciso di contattare Chi l'ha visto che proprio la settimana scorsa ne ha parlato in trasmissione. Proviamoci tutti insieme a ridare dignità a quelle donne,sono passati tanti anni ma se c’è qualcuno che ricorda qualcosa,che passava di lì o che stava dietro ad una finestra chiusa sarebbe molto importante si facesse vivo con l’associazione o con la redazione di Chi l’ha visto?. Siamo convinti che la memoria storica sia un puzzle, ogni pezzetto è fondamentale all'altro.

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