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Non ho mai bevuto Coca Cola

Liliana Salvatori racconta il suo libro

Mirna e Liliana a Cuba
Mirna e Liliana a Cuba

Laurentina - Ho scritto questo piccolo libro semplicemente per raccontare la mia storia, per metterla vicino alle tante storie di quelli che come me hanno vissuto una realtà densa di cambiamenti. L'ho fatto anche perchè, guardando indietro ho rivisto il cammino e le pietre miliari che lo hanno segnato: una su tutte ha guidato il percorso, il mio desiderio di libertà, uguaglianza e giustizia sociale che ho sempre identificato nelle fondamenta del comunismo. E' venuto fuori piano piano, scrivendo appunti e confrontandomi con il mio amico Donatello e mia sorella Luciana. Abbiamo cominciato un paio d'anni fa mentre stavo passando un periodo di sconforto e disillusione. La sinistra, con il renzismo,si limitava a gestire un potere vuoto di contenuti progressisti,ridotta com'era a stampella della globalizzazione neoliberista.Non vedevo prospettive immediate per una sinistra frammentata e litigiosa, con dirigenti che difendevano piccole poosizioni di potere. Volevo dire la mia e magari speravo che potesse servire a qualcuno per consolidare una memoria o stimolare un dibattito. Oggi,con quello che stiamo passando,lo spero ancora di più.Abbiamo un finto presidente del consiglio, un vicepresidente che annaspa e un altro vicepresidente che vuole dare l'impressione di controllare la situazione con frasi roboanti prese dal periodo più buio del nostro passato). ho cercato di raccontare quello che ho vissuto, momenti di sofferenza, di speranza, di felicità, incontri con personaggi che hanno segnato il secolo breve, ma anche con persone comuni e altrettanto importanti, come la cuoca della trattoria sotto casa quando, ancora bambina, abitavo a Portonaccio Questi ricordi s'intrecciano con quello che è stato il percorso della sinistra italiana. Dalle manifestazioni contro la guerra ( prima il Vietnam poi l'Iraq) alle lotte per la casa, dall'esperienza femminista alle iniziative per difendere la rivoluzione cubana dalle minacce dell'imperialismo.Ero in una situazione direi privilegiata perchè lavoravo a Botteghe Oscure (la sede nazionale del partito comunista) e contemporaneamente ero protagonista delle lotte dal basso, soprattutto nei movimenti per la casa. Sempre dalla parte dei più deboli. Ho vissuto una vita intensa piena di entusiasmo, con tante soddisfazioni ma anche tante delusioni, come in fondo è normale che sia. Oggi che egoismi e particolarismi avvelenano la società vorrei vedere nei giovani rinascere passione e brillare occhi di tigre nei loro volti mentre s'impegnano insieme a creare un nuovo equilibrio nei rapporti economici e sociali e nei confronti della natura stessa.

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